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CULTURA E TURISMO

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Tradizioni

Sant'Andria il 30 di novembre

In Sardegna il mese di novembre viene chiamato Sant'Andria e si festeggia il trenta. L'etimologia del nome ci dice che il termine andreia significa virilità; addirittura Artemidoro lo utilizza per indicare il membro virile. Tutto il mese di novembre, era dedicato al dio Dioniso e quindi a festeggiamenti sfrenati e orgiastici.

La sera del 30 di novembre, infatti, in alcuni paesi dell'Anglona, uscivano uomini mascherati, con graticole, coltelli, scuri e percotendo queste armi fra loro, facevano gran rumore per intimorire i fanciulli. Ferraro riferisce e rapporta questa tradizione a due episodi riguardanti il mito di Dioniso.

Si racconta che Zeus, per sottrarre Dioniso agli attacchi di Era, lo abbia portato in una grotta del monte Ida e lo abbia affidato ai Curati che gli facevano la guardia; questi per coprire i suoi vagiti danzavano intorno al bambino, battendo tra loro le armi per far rumore.

L'altro episodio è invece quello della cattura del piccolo Dioniso da parte dei Titani che lo fecero a pezzi, poi bollirono e arrostirono le sue carni. Questo spiegherebbe il tipo di armi e graticole portata dagli uomini per spaventare i bambini.

Sant'Andrea, secondo Ferraro, premia durante la sua festa le ragazze che hanno filato di più e punisce le pigre, che non avendo lavorato abbastanza dovrebbero tagliarsi le mani come recita una vecchia filastrocca, simulando un dialogo tra il Santo e una ragazza. Halloween a Martis: verrebbe voglia di affermare tanti secoli prima di Halloween! infatti non sono più gli adulti ad uscire per strada, ma i ragazzi e i bambini, che con delle grosse zucche, precedentemente svuotate e intagliate a forma di facce paurose illuminate da una candela all'interno, annunciano la loro presenza, quando vanno a bussare nelle case, percuotendo coperchi di pentole e mestoli a mò di ammonimento recitando la filastrocca:

Sant' Andria muzza li mani ! Cantas azzolas as filadu ? Battoro e tres ........ Muzzaredinde manos e pes ! Sant' Andria muzza li mani ! Cantas azzolas as filadu ? Battoro e chimbe ........ Sas manos tuas muzzaredinde ! Sant' Andria muzza li mani Cantas azzolas as filadu ? Battoro e otto ........ Sas manos tuas non ti las tocco !

In cambio ricevono, per questa loro esibizione, buon vino, dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e soprattutto soldi.

San Giovanni 24 giugno ''Su fogarone''

La sera del 24 giugno, si preparano dei grandi falò, che bambini e adulti devono saltare in coppia. In passato, prima del salto, si annodava un fazzoletto, simbolo della relazione che si instaurava in quel momento. Si diventava così compares e comares de ''fogarone''; il legame, purificato dalle fiamme, assumeva maggior valore che un vincolo di sangue.

Durante il salto, si cantava:

Santu Juanne brundu corona 'e su mundu corona 'e su sole bois sezis segnore segnore bois sezzis Cristu battijezzis cun abba e cun sale in bene e in male in male e in bene sorres de piaghere sorres de allegria tottu compares e comares mias.

I testi sono Tratti da: Miti Leggende e Fiabe della Sardegna, Turchi

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